Andrea Devicenzi e un’ altra grande Sfida . I 4 Elementi

Il nostro dronista, della squadra rescue della Fondazione Keyvan, pronto a un’impresa da 3.000 km

Lo scorso 13 maggio 2026, da Sanremo, è partito un viaggio che porta la firma di una persona speciale per la nostra Fondazione Keyvan: Andrea Devicenzi, da tempo parte della nostra squadra di dronisti, ha messo in sella la sua bicicletta per affrontare “I 4 Elementi”, il nuovo, ambizioso progetto che lo accompagnerà per 40 giorni e 35 tappe, attraverso 15 regioni italiane, per un totale di oltre 3.000 chilometri e un dislivello complessivo paragonabile a quattro volte l’altezza dell’Everest.

Chi è Andrea Devicenzi

Cremonese, classe 1973, Andrea ha perso la gamba sinistra a 17 anni in un grave incidente motociclistico. Da quel momento ha trasformato la sua vita in una serie ininterrotta di sfide sportive ai limiti dell’impossibile: nel 2010 è stato il primo amputato di gamba della storia a raggiungere in bici il Khardung La, in India, a 5.602 metri di quota; nel 2011 ha completato la Parigi-Brest-Parigi, sempre come primo amputato a riuscirci entro il tempo massimo; negli anni successivi ha attraversato Perù, Islanda, Scandinavia e gli Stati Uniti lungo la Blues Highway, sempre in sella, sempre con una gamba sola.

Lo scorso giugno, sul velodromo di Palma di Maiorca, ha scritto una delle pagine più incredibili della sua carriera: 602,990 chilometri pedalati senza sosta in 24 ore, un’impresa che gli è valsa 10 Guinness World Records ufficialmente certificati.

Oggi Andrea è anche performance coach e formatore esperienziale, e mette la stessa determinazione che lo ha reso famoso in bici al servizio delle persone e delle organizzazioni con cui lavora — Fondazione Keyvan compresa, dove fa parte della squadra dronisti.

Il progetto “I 4 Elementi”

Presentato lo scorso 24 marzo al Senato della Repubblica, a Roma, il Tour prende il nome dai quattro elementi naturali che scandiscono il percorso, ciascuno legato a una tappa simbolica del viaggio:

  • Aria – da Sanremo a Trieste, attraverso l’arco alpino
  • Terra – da Trieste a Casalmaggiore (la città di Andrea), passando per Bologna, Firenze e Roma
  • Acqua – da Roma a Reggio Calabria
  • Fuoco – in Sicilia, dalla zona di Buseto Palizzolo fino alle pendici dell’Etna

Ogni sera, al termine della tappa, Andrea tiene una conferenza pubblica gratuita aperta a scuole, famiglie, amministrazioni e cittadini: un modo per condividere a caldo le emozioni della giornata e per raccontare, tappa dopo tappa, un messaggio di resilienza che va ben oltre lo sport.

Il viaggio ha anche un forte valore solidale: per ogni chilometro percorso viene devoluto un euro a tre associazioni del terzo settore — Kayros di Vimodrone (giovani segnalati dal Tribunale per i Minorenni), Cascina San Vincenzo di Concorezzo (ragazzi autistici) e Dona di SLAncio di Parma (famiglie colpite dalla SLA).

Ad accompagnarlo per diversi tratti del percorso c’è Patrizia Spadaccini, due volte campionessa olimpica ad Atlanta 1996, già protagonista lo scorso anno di un’impresa fino a Capo Nord.

Il traguardo: l’Etna

Il viaggio si concluderà domenica 21 giugno 2026, quando Andrea raggiungerà il Rifugio Giovanni Sapienza, sulle pendici dell’Etna, dopo aver attraversato l’intera Italia da nord a sud con una gamba sola e una determinazione che, ancora una volta, ci ricorda di cosa è capace.

Come dice spesso lui stesso:

“qualsiasi sia il vostro Everest — una malattia, un fallimento, una perdita — si può superare.”

 

Da tutta la squadra di Fondazione Keyvan: in bocca al lupo, Andrea. Pedaliamo con te, un chilometro alla volta.