Il Progetto
Quattro autobus che per anni hanno percorso le strade di Mantova e della sua provincia si stanno preparando a un viaggio molto più lungo. Raggiungeranno l’Ucraina, dove torneranno a fare esattamente ciò che sanno fare meglio: portare le persone da un posto all’altro.
Con una differenza sostanziale. In un Paese in guerra, per chi ha una disabilità o una mobilità ridotta, salire su un mezzo non è una comodità: è la differenza tra raggiungere un ospedale e non raggiungerlo, tra restare parte di una comunità e restare chiusi in casa.
Il progetto parte da un gesto concreto: la richiesta che Daniela Sanguanini rivolge al presidente di APAM Medardo Zanetti di autobus da utilizzare in Ucraina. APAM ha deciso quindi di donare quattro dei propri autobus.
Un contributo che vale ben oltre la cifra scritta sulla carta, perché riconosce una cosa semplice e spesso dimenticata: un autobus può avere una seconda vita, e quella seconda vita può valere moltissimo.
Una cordata, nel senso pieno della parola
Portare quattro autobus dall’Italia all’Ucraina non è una donazione. È un’operazione logistica, burocratica e diplomatica: permessi, dogane, assicurazioni, immatricolazioni, autisti, carburante, chilometri. E, soprattutto, un interlocutore affidabile all’arrivo, che sappia a chi consegnare i mezzi e come farli funzionare nel tempo.
L’idea dell’operazione è partita da Andrea De Giovanni (alpino non in armi, volontario in Ucraina) affiancato dalla figura di Padre Andrii Seneiko, direttore della Caritas di Leopoli e l’ amico Ucraino Zinovy Svereda. Il tutto coordinato dalla capacità organizzativa di Daniela Sanguanini, mantovana, che ha tenuto insieme i fili dell’intera operazione (appartenente al Rotary Roma/Roma-EUR distretto 2080). La parola “cordata” qui non è una metafora scelta a caso: ciascuno assicurato all’altro, nessuno che arriva da solo.
Attorno a loro si sono messe in fila quattro realtà, ognuna con il proprio pezzo di strada da fare:
- APAM — la donazione dei quattro autobus, il punto di partenza di tutto.
- Fondazione Keyvan – The Alliance ETS
- Associazione Colibrì OdV di Mantova — dal mercatino etico permanente di Viale Ariosto, in Valletta Valsecchi, l’associazione destina da anni il ricavato delle vendite all’acquisto di farmaci e materiale sanitario per i Paesi che ne hanno bisogno, Ucraina compresa.
- Associazione Bambini nel Deserto ETS di Modena — organizzazione umanitaria nata nel 2000, parte di un’alleanza con sedi in Italia, Svizzera, Niger e Ucraina: un presidio diretto sul campo, che è esattamente ciò che serve perché i mezzi arrivino dove devono arrivare, e a chi devono servire.
- Fondazione Ucraina
Gli autobus non viaggeranno vuoti
C’è un secondo livello del progetto. I quattro mezzi non sono soltanto la destinazione dell’operazione: sono anche il suo strumento.
Nel viaggio verso l’Ucraina, gli autobus trasporteranno materiale sanitario e le donazioni raccolte sul territorio mantovano per la popolazione civile. Ogni sedile libero, ogni vano bagagli, ogni metro cubo disponibile diventa spazio utile. Il mezzo che servirà a garantire mobilità una volta arrivato porta con sé, già durante il tragitto, ciò che serve subito.